In Alto Adige con Otzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio

Il 19 settembre del 1992, il ritrovamento di un cadavere mummificato nei ghiacciai della Val Senales, in Alto Adige, fece notizia in tutto il mondo. L’uomo era vissuto 5300 anni fa e fu soprannominato Otzi dal nome dell’Alpe. Pesava quindici chili, era alto un metro e sessanta, e accanto aveva i resti delle scarpe, del mantello, della faretra, dei pantaloni e di un’ascia straordinaria, che ha permesso la datazione sulla base delle tecniche usate per fabbricarla. Otzi è chiamato anche l’Uomo venuto dal ghiaccio, ed è ormai famoso, con il suo corredo di utensili. Ha trovato casa nel Museo Archeologico dell’Alto Adige, a Bolzano, (che raccoglie tutti i reperti preistorici e storici del luogo) e viene custodito con un impianto di conservazione di nuovo tipo, relizzato per lui. Le diverse parti del vestiario e dell’equipaggiamento, giunto fino a noi in ottimo stato, danno un’idea realistica delle condizioni di vita dell’uomo preistorico: il mantello, le calze e i pantaloni sembrano lavorati ai ferri, con una maglia simile a quella dei nostri pullover, in fibra vegetale. Nella vicina Val Senales, dove Otzi è stato ritrovato, è possibile visitare il ghiacciaio con una funivia, e nella stazione a monte, la Show Gallery, con bacheche illustrative e un Otzi fantastico, a grandezza naturale, con tutte le sue armi e i suoi attrezzi. Con un veicolo cingolato si può scendere in una caverna nel ghiaccio, veramente unica, fino a cinquanta metri di profondità, per scoprire i segreti del ghiaccio eterno.


Il tema – Lo studio della storia, della vita dell’uomo nel corso dei secoli, è basilare nella nostra cultura, costituisce la nostra identità. Un luogo dove è possibile toccare con mano gli straordinari mutamenti avvenuti è il Museo Archeologico dell’Alto Adige, a Bolzano, che fa perno attorno alla mummia di Otzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio, ritrovato nel 1992 nell’alta Val Senales. Dopo la fine dell’ultima glaciazione, quindicimila anni fa, l’uomo dell’età della pietra popolò nuovamente l’area alpina centrale, vivendo di caccia e di frutti ed erbe della terra. Nel 5000 a.C. le pratiche agricole del Mediterraneo arrivarono in Alto Adige: la coltivazione dei campi e l’allevamento degli animali diventarono da allora fattori determinanti nella vita delle valli alpine. Nell’età del rame, (3500-2000 a.C.) gli uomini cominciarono a lavorare il metallo. Le più alte regioni delle Alpi vennero utilizzate nell’età del bronzo, l’età di Otzi, per l’alpeggio estivo e per l’estrazione del minerale. I Reti popolarono l’area alpina  nell’età del ferro (1000-15 a. C.), confinando con i Celti a nord e a sud e con i Veneti a sud-est, e per la prima volta venne utilizzata nell’Europa centrale la scrittura, seguendo modelli etruschi. Nell’epoca romana l’area alpina diventò terra di passaggio verso il nord, e dopo il 400 d.C. si diffuse il Cristianesimo. La sede vescovile di Sabbiona sopravvisse ai rivolgimenti e alle guerre del primo medioevo, fino alla sua annessione al ducato baiuvaro  verso il 590. Reperti carolingi di trovano in Val Venosta e nella vicina Svizzera, in Val Mustair, appena passato il confine.


I luoghi – Bolzano. Il Museo Archeologico dell’Alto Adige  documenta le antichità altoatesine dalla fine dell’ultima glaciazione fino all’epoca di Carlomagno. Un itinerario attraverso quindicimila anni di storia con ricostruzioni, immagini video e stazioni multimediali, a commento dei reperti esposti. Plastici di villaggi preistorici permettono di rendersi conto visivamente dell’evoluzione delle tecniche e della qualità della vita. La storia dei ritrovamenti e le condizioni di vita dell’Uomo venuto dal ghiaccio sono minuziosamente documentate, e l’occasione di vedere una mummia di cinquemila anni fa a distanza ravvicinata è unica. La mummia è conservata al primo piano, negli spazi relativi all’età del bronzo, e  accompagnata dalle tematiche medico-scientifiche. In vetrine climatizzate vengono esprsti abiti, attrezzi, accessori. Ma Otzi non è solo: il museo riunisce per la prima volta i reperti più significativi dell’Alto Adige dalla preistoria al tempo doi Carlomagno. In Val Senales, sopra Merano, l’Otzi Express porta direttamente sul ghiacciaio, e offre nella stazione a monte della funivia  una Show Gallery che documenta la vita di 5300 anni fa. Un museo interattivo, a Madonna di Senales, l’Archeoparc Senales, prevede per i bambini diverse manifestazioni all’aperto, relative all’ambiente di vita di Otzi:preparazione del pane, lavorazione e cottura dell’argilla, tiro con l’arco, tessitura su telaio neolitico. Parco giochi per i più piccoli.

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Ambiti disciplinari: storia, scienze naturali, antropologia

Età: a partire dalla scuola elementare, fino alle medie e alle superiori

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Informazioni

Museo Storico dell’Alto Adige, via Museo 43, 30100 Bolzano. tel. 0471.320 100 – fax. 0471. 320 122. e-mail: museo@iceman.it – sito: www.iceman.it. Il Museo Archeologico è visitabile tutto l’anno, anche i festivi (tranne 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre).
Ingresso: martedì – domenica: ore 10 – 18.00.
Lunedì il Museo rimane chiuso.
In luglio agosto e dicembre il museo rimane aperto anche il lunedì.

Val Senales, Funivie e Show Gallery: http://www.valsenales.com/it/oetzi/oetzi-show-gallery/

ArcheoParc Val Senales:  Madonna di Senales 163, I-39020 Senales
Tel. +39 0473 676020, Fax +39 0473 676263,
e-mail: info@archeoparc.it  ——————————————————————-

Mezzi di trasporto – Bolzano è facilmente raggiungibile in treno. Per la Val Senales ferrovia fino a Merano, autobus da Merano, per Naturno-Silandro.

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